I LAMENTI DEI LAVORATORI “MECCANO”…

…che “osano” protestare contro il lungimirante imprenditore che li ha ridotti in questo modo. Per chi facesse finta di non capire sono senza stipendio ne cassa integrazione. Cosa altro devono fare…hanno occupato il comune, protestato in tutti i modi e a tutti i livelli possibili…..Vergogna Istituzioni tutte.

Ieri mattina…sulla via Appia

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Non penso di poter fare di più ma ,sinceramente, la vs situazione fa montare in me una rabbia incontenibile. Spero che almeno torni la cassa integrazione. Auguri amici miei.

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street reporter
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16 risposte a I LAMENTI DEI LAVORATORI “MECCANO”…

  1. Valentina ha detto:

    Tutta la mia solidarietà alle famiglie che attraversano questa crisi incessante….

  2. Pier Luigi ha detto:

    Una persona f orse giustamente faceva notare che nn ci sono più le classi sociali quindi,nessuna lotta di classe , nessuno spirito di appartenenza, nessun esempio .. ,allora gli esempi da chi dovrebbero prenderli ins giovani,dal vicesindaco di lt che faceva gli impicci con le assicurazioni,e chiedeva le mazz…… dal sinda co di lt che ha raccomandato le figlie in diretta ,dalla polverini che nn è stata capace di rispondere a tono e zittire il povero papà preoccupato per il futuro delle giovani.dai preti che ne combinano di tutti i colori,da di pietro che predica bene e ,razzola male.l’e sempio potrebbe essere qualche militare che con uno stipendio di1700 euro vive alla grande con casa faraonica macchinone ect ect..nn lo sò proprio come si andrà a finire di questo passo i punti di riferimento nn ci sono fa impressione vedere che dovunque si guardi cè del marcio cè l’impiccio c’è il magna magna.ma una vera dx o sx anche residuale nn potrebbe essere sociale seria attenta ai bisogni dei cittadini senza pensare solo ai ca…. loro

  3. Virghil ha detto:

    Citazione:
    ” I macchinoni, le ville, etc sono frutto di un permissivismo ed un cattivo costume che affonda radici profonde nella storia dei governi italiani. Non sono apparsi sotto il governo attuale ”

    A dire il vero , non ho ben capito il concetto della tua ultima considerazione comunque sia , lo scudo fiscale ( in realta’ un vero e proprio condono fiscale ) che ha permesso il rientro di ingenti capitali dall’estero dietro la “penalita’ ” di un misero 5 % non si puo’ di certo considerare una manovra a favore delle famiglie , dei lavoratori e dei precari .

    Per quanto riguarda il vizio italico per eccellenza , ossia la furbizia , che determina finte malattie , finti esoneri , finti permessi ecc , non si puo’ non dire che non esistano gli strumenti di controllo .

    …..Quindi l’attuale situazione di crisi , puo’ giustificare l’alibi perfetto per la rimozione dei diritti e dello stesso statuto dei lavoratori ?

    ….Cosi come l’abolizione e la condanna dello strumento dello sciopero ?

    Per concludere , perche’ a tal proposito non ci si prende la briga di dare una veloce lettura al programma di ” rinascita democratica P2 ” , dove attualmente diversi iscritti sono parte integrante dell’attuale governo ?

    ….Sara’ solo una caso che molti punti del piano di rinascita siano conicidenti con l’attivita’ dell’attuale governo ?

    Inclusa l’eliminazione del libero sindacato e l’abolizione dello sciopero ?

  4. Virghil ha detto:

    Citazioni :

    ” ….quante imprese medio piccole hanno ridotto l’organico e ritardato i pagamenti mentre i titolari mantenevano e mantengono i loro macchinoni, la settimana bianca, la villa, le mogli dall’estetista e dalla parrucchiera tutte le settimane, i figli ultra griffati…. ”

    ” Però il dito è puntato solo sul governo, o meglio solo sull’attuale governo, ma nessuno si guarda allo specchio e ben pochi hanno la coscenza linda e pinta… ”

    Ecco per l’appunto , la sensazione e’ quella che ti sia data da solo la rsposta .

    Quante imprese stanno ritardando oppure addirittura negando i dovuti compensi ai loro dipendenti ?

    ….Eppure i dirigenti di tali imprese , pur avendo usufruito di vantaggi fiscali ( con spese a carico dei contribuenti ) continuano a godere dei loro privilegi anche in questi tempi considerati di crisi : …. COSTOSI E LUSSUOSI SUV , VACANZE ESCLUSIVE , YATCH PRINCIPESCHI ORMEGGIATI CHISSA’ DOVE ( con bandiera da stato da paradiso fiscale ) , VILLE PRESTIGIOSE SULLE COSTE PIU’ FAMOSE E IN LOCALITA’ DA ATTENTA SELEZIONE , PROLE ISCRITTA NELLE SCUOLE PRIVATE PIU’ PRESTIGIOSE , ….unica preoccupazione di costoro la scelta dell’estetista o del parrucchiere per le loro consorti o i cenci da migliaia di euro da abbinare alle altrettanto costose scarpe griffate del povero figliolo che se’ ne’ sta’ tutto il giorno annoiato a bordo della sua misera macchinetta regalata da paparino ……..intestata pero’ all’azienda e fatta figurare come mezzo di produzione o di rappresentanza !

    Ebbene se la situazione e’ inevitabilmente questa , se’ e’ la stessa manovra finanziaria che continua ad accanirsi contro i cittadini NORMALI colpendo gli ammortizzatori sociali , tagliando sull’istruzione sulla sanita’ e sui servizi in genere CON CHI DOVREMMO PRENDERCERLA ?

    …..Con il passato governo Rumor forse ?

    A maggior ragione quando non vengono prese misure idonee contro l’evasione fiscale oppure si tenta di dare la colpa alle NORME COSTITUZIONALI concentrando tutta l’attivita’ parlamentare verso leggi bavaglio o false dichiarazioni che apparentemente vogliono far credere di difendere i lavoratori e le loro famiglie .

    Il sindacalismo avra’ avuto senza dubbio le proprie irresponsabilita’ ma ……COME SAREBBE INVECE IL MONDO DEL LAVORO SENZA SINDACATO ?

    Un passo verso il futuro oppure il ritorno verso un passato che sembrava dimenticato ?

    • U79 ha detto:

      non chiede come sarebbe il mondo senza i sindacati: il resto del mondo sarebbe un posto peggiore, l’Italia sarebbe la stessa, perchè gente che è capace solo di mandare lavoratori in piazza e poi però quando c’è da difendere le ragioni del singolo lo fa “alleprare” nei confronti del datore di lavoro (facendogli credere che gli sta facendo un favore)…beh è meglio perderla che trovarla.
      Lo sciopero in Italia è uno strumento che ha perso il suo valore perché se ne è abusato e la colpa è di chi ne ha promossi così tanti…

      I macchinoni, le ville, etc sono frutto di un permissivismo ed un cattivo costume che affonda radici profonde nella storia dei governi italiani. Non sono apparsi sotto il governo attuale: ci sono sempre stati questi furbetti che vivono, costeggiando i limiti delle leggi (che poi io dubito che esistano leggi che possono giustificare il loro operato, sono più propenso a pensare che sia a vigilanza a latitare…).

  5. Pier Luigi ha detto:

    U79 nella parte finale del suo commento CENTRAperfettamente il clima che si respira ultimamente in italia ed anche nelle ns zone. Ci vorrebbe un pò di spirito di partecipazione ,di appartenenza verso la propria categoria sociale. Invece purtroppo noto con sbigottimento che anche i figli di operai impiegati persone normali quasi umili oserei si ostinano nel fare i liberisti ,i liberali e quanto altro pur di nn essere considerati figli di operai.Ma nn lo vedono che certi imprenditori si fanno solo i cavoli loro alla GRANDE senza neanche minimamente pensare anche al ruolo etico e ”SOCIALE DELL’IMPRESA”.Gli esempi di quello che affermo sono sotto gli occhi di tutti, ma come si può permettere ad un imprenditore di trattare così dei padri di famiglia nn tenendo conto del rispetto delle più elementari necessità di sussistenza.Questa è una vergogna di cui sono responsabili a tutti ilivelli le ns istituzioni V ERGOGNA ,VERGOGNA VERGOGNA.Qualche giorno fà mi sono trovato a fare un discorso con un padre di famiglia della Meccano , mi raccontava quello che stava passando lui e la sua famiglia per i mancati pagamenti degli ultimi mesi cose da fare piangere anche ilpiù duro degli uomini.

    • dan7m ha detto:

      Considero le categorie sociali cose che non esistono più.
      Non esiste più l’operaio, il contadino, il vecchio proletario, l’artigiano.
      Sono state sostituite da persone che FANNO gli operai, FANNO i contadini (se italiani sono rarissimi), FANNO gli artigiani, ma come impostazione mentale sono uguali a coloro che vengono definiti “classe dominante”, cioè gli imprenditori, i politici, e così via.

      Quando non ero ancora nato, almeno fino agli anni 50-60, si dice (uno su tutti: il grande Pasolini) che le persone di due diverse classi sociali si potevano distinguere anche a distanza, dall’aspetto fisico, dai caratteri somatici, dal vestire.

      Tutto era ancora più chiaro riguardo le loro diversità nel momento in cui iniziavano un discorso: dal modo di parlare e di gesticolare, dal dialetto e dagli argomenti di cui parlavano. Si avvertivano forti differenze anche all’interno della stessa classe sociale: si poteva distinguere nettamente tra operai di due diverse città anche fuori dal contesto lavorativo e non solo per il dialetto. La differenza era netta perchè nette erano le differenze tra ciascuna CULTURA (perchè di culture vere e proprie si trattava). Così anche per i contadini e per tutti gli altri sottogruppi che costituivano la maggioranza numerica dei cittadini italiani.

      Con l’assottigliarsi di queste differenze e con la morte di alcune culture, soprattutto quella originaria e millenaria, vale a dire quella contadina, sono caduti a mio avviso i presupposti per una netta suddivisione della politica; a differenza di 40 anni fa non ci si può più ergere a difensore di determinate classi sociali perchè esse sono scomparse, cade quindi agli occhi di chi scrive la ragion d’essere della sinistra (che difatti è in crisi) e -come conseguenza- anche quella della destra.

      Classe dominante e classe dominata esistono ancora perchè esistono condizioni economiche estremamente diverse, ma fra loro sono intercambiabili, ovvero l’una al posto dell’altra non modificherebbe lo status quo, non diffonderebbe una diversa cultura.

      Un pischello, figlio di operai, non lo si distingue più da un figlio di un potente, di un Mario Draghi, nè guardandoli in carne ed ossa, nè osservando il loro progetto di vita, la loro impostazione mentale. L’unica differenza è la facoltà economica a disposizione.
      Piaccia o no, così è (almeno ai miei occhi).

      Ecco perchè la politica gerontocratica deve finire il prima possibile: ci governano persone che ancora hanno l’impostazione mentale destra/sinistra.

      Ed ecco che non essendoci la coscienza sociale, ovvero l’appartenenza ad un gruppo culturale, non sono più producibili o riproducibili le lotte di classe a cui facevano riferimento l’utente Nessuno, l’utente Left e Pier Luigi. L’impotenza e la disgregazione delle vittime di questa strage di posti di lavoro e di diritti, palesa quanto ho scritto qui e nel precedente intervento: chi li (anzi: “ci”) può salvare?

      Secondo me solo noi stessi, partendo da una dura e profonda rivisitazione, prima interiore e poi politica (cioè proiezione di ciò che siamo dentro).

      Auguri a tutti!

      Daniele

  6. dan7m ha detto:

    Per Invisibile e Left, siccome ho letto nei post un possibile riferimento alla mia situazione personale, preciso che la mia realtà è ben diversa da quella dell’impiegato statale…e altro che ben parato! Oltre ad essere figlio di carpentiere e operaia in impresa di pulizie (altro che santi in paradiso), sono un operaio.

    Nella fattispecie, non ho partecipato a manifestazioni degli operai Meccano, ma a quella Nexans ad esempio c’ero, nonostante avessi staccato dal turno di notte; non per auto-elogiarmi, ma per contestualizzare il significato del mio post precedente, poichè ho colto riferimenti più o meno velati su una mia mancanza di solidarietà o di comprensione; ho voluto precisarlo perchè mi è a cuore la situazione, oltretutto ci sono anch’io dentro, e un domani potrebbe capitare qualche guaio anche da me…!

    C’è una cosa che mi lascia molto perplesso: negli ultimi anni stiamo assistendo ad una preoccupante estremizzazione delle forme di lotta e di protesta, a confronto delle quali l’interruzione di traffico stradale fatta dagli operai Meccano è acqua di rose. Mi riferisco a coloro che salgono sui tetti delle aziende, minacciano di darsi fuoco, via via sempre più all’estremo fino ad arrivare a quell’infermiera di Napoli che si privava ogni giorno di una certa quantità di sangue, fino a che la sua protesta le ha causato la morte. Da non credere.

    C’è da chiedersi a questo punto, cosa spinge a mettere in gioco la propria vita per il proprio posto di lavoro, se non la disperazione consapevole di chi sa che altrimenti non c’è nessuna istituzione, nessun diritto, nessun sindacato, dirigente, imprenditore che possa dargli una soluzione alternativa dignitosa. Ed è qui che bisogna fare il più possibile. Quando uno sale per protesta sul tetto, chi per primo deve sentirsi sconfitto è il sindacato. Ed è la sua debolezza il punto che bisogna decifrare e da cui partire. Questi pachidermi immobili, dal modo di fare clientelare e simil-politico, sono talmente inseriti nel tessuto produttivo-lavorativo che non sono più disposti a mettersi in discussione e rinnovarsi, perchè ciò vorrebbe dire mettersi da parte (d’altronde sono composti da uomini, non da ideali astratti), per far posto a chi possa meglio interpretare l’oggi, e sono la concausa (non la causa principale) della fuga dei posti di lavoro.

    E quando dietro al paravento degli ideali nascondono un vuoto e una impotenza che li costringe a prendere la via più facile -ovvero difendere chi non è l’ultimo degli ultimi, ma chi sta un pò più sù (statali, pensionati, tempi indeterminati)- si può intravedere che oltre alla politica, anche nel sindacato non c’è spinta innovatrice, lungimirante, semplicemente meritocratica. Tutto ciò è devastante e lo vedo tutti i santi giorni che timbro il cartellino. Coloro che hanno perso, stanno perdendo o perderanno il proprio posto di lavoro, se lo ritroveranno (sottolineo “SE”) sarà certamente con uno dei contratti atipici, quindi chi “stà fisso” è fisso oggi, ma domani torna alla manpower…
    Da fisso a fesso…e senza più articolo 18…perciò essendo difficilissimo tutelarli, nessuna Cgil si prenderà il rischio di difenderli

    Dove voglio arrivare per non uscire fuori tema?

    Gli ultimi degli ultimi sono la categoria mediamente più produttiva e la più penalizzata; se i pachidermi fossero disposti a ragionare e a mettersi in gioco, lotterebbero per un ricongiungimento regolamentato del mondo del lavoro dipendente (tra indeterminati e “atipici”) che darebbe una spinta fortissima alla produttività, visto che il costo del personale è una delle voci che più “pesano” nei bilanci. Più produttività/meno costi all’impresa/più competitività/meno probabilità ci sono che l’azienda (Goodyear, Nexans, Fiat ecc.) fugga/meno proteste per posti di lavoro persi/meno disgregazione e disunità tra i lavoratori/più forza contrattuale/più tutele. Semplice ma non facile. Ed eccoci così tornati in tema.

    Fior di giuslavoristi ne studiano i modi (personalmente apprezzo molto la proposta di PIETRO ICHINO chiamata FLEXSECURITY, che consiglio vivamente di leggerla sul suo omonimo sito) ma l’importante è discuterne e trovare la soluzione.

    Mai più voglio sentire quella frustrazione che ho sentito l’altro giorno, il primo giorno di lavoro dopo aver assistito alla disperata (seppur tranquilla, civile e fra le righe)manifestazione Nexans, durante la quale dal palco si lanciavano sterili appelli sull’articolo 1 “L’Italia è una repubblica…” sulle famiglie coi mutui, piagnistei vari, senza uno straccio di progetto su niente…
    Torno a lavoro e vedo chi è coi piedi sul tavolo, chi su internet, chi gioca con la psp e già me li immagino sti tizi durante le proteste che disgraziatamente saremo chiamati a fare, corna facendo…Sai come si raccomanderanno ai sindacalisti…”io speriamo che me la cavo”, è la loro solidarietà.

    Quindi ho molto da fare DENTRO la mia azienda e DENTRO il mio sindacato per contribuire a far crescere la consapevolezza che l’impegno di tutti è la base della lotta, non è lotta stare coi piedi sul tavolo, è parassitismo, è da deboli, da sconfitti in partenza, da chi è presuntuoso per essere fortunato di non aver ancora visto la propria azienda andar via, da chi non sa che solo in Italia esistono decine di aggettivi dispregiativi per indicare uno che fa il suo mestiere come si deve, solo per avere modo di avanzare richieste da un pulpito inattaccabile, aggettivi quasi tutti inizianti con la “L”: lecchino, lacchè, leccapiedi, lingualunga, lustrascarpe, leccaculo; per non chiamarlo come semplicemente merita, sempre con la “L”: lavoratore. Perchè in Italia non c’è un peccato più grave del fatto di avere voglia di imparare e di lavorare. Guardacaso sto peccato condanna nient’altro che il merito…
    Un’anomalia anche in questo, non c’è che dire.

    Daniele

    • U79 ha detto:

      Stavo per scrivere qualcosina sull’approccio dei sindacati, che da sempre inneggiano agli scioperi e guidano le varie proteste, verso l’atteggiamento di molti lavoratori e verso le situazioni che hanno anticipato questa crisi, quando mi imbatto nel cospicuo commento di Daniele. Anche in questo caso molto daccordo con quanto ho letto.
      E mi fa piacere che abbia specificato a quale categoria di lavoratore appartiene che, come mi aspettavo, non è quella dello statale ultra parato (che poi vorrei vedervi cari benpensanti a rifiutare oggi stesso un posto da statale e soprattutto vorrei vedere il vostro eventuale atteggiamento dopo). Io penso che chi ha commentato con sprezzo le parole di Daniele abbia letto con estrema superficialità quanto scritto: la sua solidarietà si evinceva fin da subito. Penso pure che una critica costruttiva, la sua lo era e di biasimo nelle sue parole se ne vedeva ben poco a favore della comprensione, si possa accettare di quando in quando.
      Ah dimenticavo: anche io pur non essendo un operaio non sono neppure uno statale, ma un semplice impiegato che ogni giorno ha a che fare con ciò di cui parla Virghil. Straordinari non pagati (“il budget non lo permette” che tradotto significa “devo massimizzare il margine e sono disposto a farlo sulla tua pelle”), scadenze stimate regolarmente considerando che il dipendente lavorerà 12h al giorno (massì: il lavoratore non ha interessi ne vita privata), ferie regolarmente tagliate o spostate (eh si perché il dipendente non ha diritto di starsene un paio di settimane con la propria moglie quando le altre 50 dell’anno lavora; ferie separate è meglio…si, da quel pizzico di non so che). Quello che vedo è un mucchio di lavoratori “terrorizzati” che si fanno prendere, mi si passi il termine, per le palle. Vedo sindacati complici (quanti sindacalisti si sono “venduti” al padrone?!) o assenti. E certamente vedo datori di lavoro che ci marciano…gente a cui serviva giusto la scusa della crisi per: spostare le attività produttive in posti meno onerosi, tagliare rami secchi (questo però è un bene: perché i lavoratori che non producono neanche il minimo richiesto è giusto che siano allontanati), prendere gli ennesimi “aiuti”,…
      Ma anche, quante imprese medio piccole hanno ridotto l’organico e ritardato i pagamenti mentre i titolari mantenevano e mantengono i loro macchinoni, la settimana bianca, la villa, le mogli dall’estetista e dalla parrucchiera tutte le settimane, i figli ultra griffati….
      Però il dito è puntato solo sul governo, o meglio solo sull’attuale governo, ma nessuno si guarda allo specchio e ben pochi hanno la coscenza linda e pinta…

  7. Virghil ha detto:

    Il clima tanto e’ quello dei mondiali di calcio .

    ….Non si vede l’ora che la nazionale vinca almeno una partita per poter scendere in strada e fare baldoria .

    Nel frattempo si procede con il picconamento dei DIRITTI DEI LAVORATORI .

    E alle realta’ produttive che ancora resistono , dimenticando che negli anni precedenti molte di queste hanno usufruito di forti vantaggi produttivi e fiscali , viene concesso un ulteriore regalo a loro vantaggio .

    Non viene niente da dire , riguardo la vicenda della Fiat di Pomigliano ?

    Gli operai di Pomigliano sono stati messi sotto ricatto , chiedendo (furbescamente ) loro :

    – Preferite che la fabbrica chiuda per essere licenziati oppure preferite rinunciare ai vostri diritti ? –

    Tutto cio’ non puo’ che essere un ricatto !

    Il rischio forte e’ che gli operai cedano al ricatto e si ricorderanno tutto quando, tra qualche giorno, quando si spegneranno i riflettori su di loro , dovranno lavorare senza diritti rinunciando per sempre al sacrosano diritto di sciopero !

    Questa vicenda che potrebbe sembrare lontana , viene invece intenzionalmente utilizzata come apripista per poter essere applicata alle altre realta’ lavorative , e con la scusa della crisi privera’ la classe lavoratrice dei loro diritti fondamentali .

    Senza pero’ che venga ricordata l’enormita’ di soldi pubblici che la grande industria ha ricevuto dallo Stato , togliendoli in molti casi alle piccole imprese ed agli artigiani .

    La complicita’ dell’attuale governo e’ palese , infatti e’ stata evitata a tutti i costi una qualsiasi trattativa per cercare una soluzione mantenendo i diritti fondamentali di chi vi lavora .

    …Il messaggio fatto arrivare nelle case degli italiani e’ invece quello ingannevole che la colpa e la responsabilita’ sia della Fiom e dei lavoratori stessi !

    Lo stessa ingannevola accusa che viene rivolta agli ex lavoratori Goodyear !!!

  8. nessuno ha detto:

    Meccano, Nexans, altre aziende in crisi: una sola crisi, una sola risposta unitaria. Gli operai in lotta si uniscano, facciano una grande manifestazione, da borgo piave a borgo montello per ritrovarsi ed urlare il proprio disgusto per una classe politica che sà solo balbettare: ” la crisi non c’è” anzi e “già superata” anzi la “crisi è grave” e facciamo la manovra… eccetera eccetera eccetera.
    Il pensiero neoliberista del capitalismo trionfante, globalizzato, efficiente, è arrivato al capolinea, ormai morto ma non se n’è ancora accorto e tenta di scaricare sui lavoratori ( oggi pubblici, domani privati attraverso i tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti ) le proprie inefficienze. A quando la sveglia? Vogliono trasformarci in “schiavi salariati” in “robot umanoidi” senza diritti e soprattutto senza pensiero critico.

  9. invisibile ha detto:

    Quanto toccherà alla casta degli statali anche io non ci sarò anzi…. rimarrò in finestra a guardare quanto sono stati miopi …..

  10. Virghil ha detto:

    …Ecco nuovamente le proteste e le occupazioni stradali con il solo scopo di difendere i propri diritti !
    Peccato pero’ , che tale manifestazione non sia nient’altro che un iceberg .

    Un enorme iceberg di ipocrisia continua dove ci viene continuamente fatto credere che la crisi pur esistendo
    la si stia affrontando meglio degli altri paesi .

    Il debito pubblico continua a salire allo stesso modo i disagi dei cittadini .

    Per far fronte alla crisi si interviene come sempre a scapito delle famiglie , ..tagli sociali , all’istruzione , alla sanita’ , al sistema di protezione e assistenziale ,
    tagli ai servizi come mense scolastiche e trasporti .

    COME SE DI TALE CRISI NE’ SIANO RESPONSABILI LE FAMIGLIE DEI LAVORATORI , I LAVORATORI PRECARI ,I LAVORATORI IN MOBILITA’ , I LAVORATORI IN CASSAINTEGRAZIONE .

    IGNORANDO COMPLETAMENTE CHE TALE CRISI SIA FRUTTO DELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA , DEGLI GRANDI INVESTIMENTI BANCARI E INDUSTRIALI
    che invece continuano a ricevere protezioni e vantaggi fiscali a differenza dei cittadini e delle loro famiglie .

    Come se non bastasse , si sta’ perfino tentando di screditare gli operai stessi ( o comunque tutto il lavoro dipendente ) , agli ex operai Goddyear ad es.
    si cerca di dare la responsabilita’ di tale situazione , solo per aver agito nel pieno dei loro diritti scioperando !!!

    Il modello di dipendente ideale e’ quello del : PRODUCI -CONSUMA-CREPA .

    Pochi forse se’ ne’ stanno accorgendo ma , il modello che si vorrebbe imporre per tutti , e’ quello di Pomigliano dove con l’inganno di mantenere il lavoro si vogliono eliminare i diritti !!!

    ….…..Secondo le logiche dirigenziali e capitalistiche il lavoratore non deve pretendere ne’ garanzie ne’ diritti !!!

    Lavoro ad ogni condizione ( festivita’ , straordinari , flessibilita’ , limitazioni della malattia , della gravidanza , della tutela familiare ) , lavoro senza diritti !!!

    I lavoratori dipendenti , gli operai , devono solamente adeguarsi alle regole che impone il mercato rinunciando a qualsiasi diritto ! ….Sciopero incluso !

    Gli ex lavoratori Goodyear beffati dalle stesse istituzioni chi saranno i prossimi ?

    ….E chissa’ come siano state risolte le altre vicende legate al mancato pagamento degli stipendi .

    LA MIA IMPRESA , I MIEI PROFITTI , LA MIA CITTA’ CEMENTIFICATA …..VOSTRE LE SPERANZE E LE DISPERAZIONI !!!!

    … Mentre si e’ a bordo del Titanic , non si puo’ far finta di non vedere la punta dell’iceberg !

    Queste forme di proteste sono solo l’inizio , ….si puo’ forse fermare la disperazione ?

    Specialmente quando e’ del tutto evidente che a pagarne le spese ….saranno le numerose famiglie inclusi bambini che le compongono , delle difficolta’ che dovranno affrontare e delle rinunce anche essenziali che dovranno prendere !

    LA CRISI SECONDO LA LOGICA DI GOVERNO , REGIONALE , PROVINCIALE E LOCALE DOVRA’ ESSERE A CARICO DEI PIU’ DEBOLI …….COME SEMPRE !!!!

    Nel frattempo perche’ NON SI RIDUCONO LE SPESE MILITARI ?

    ….PERCHE’ NON SI SOSPENDE L’ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F-35 ?

    Un faranoico progetto , da finanziare con soldi pubblici , dal costo di ben 13 miliardi di euro !!!

    http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda16876.htm

  11. LEFT ha detto:

    certo che siete proprio ”particolari”. Da che mondo e mondo ”sciopero” ”manifestazione” significa far sentire la propria voce. In tutte le più grandi rivoluzioni di certo gli operai, non si sono mai trovati in chiesa a scambiarsi quattro pater nostro con il padrone che non li pagava. Dai post precedenti si può fare una bella analisi…quale? L’anailisi è quella di alcuni soggetti, ben parati, in genere impiegati statali a stipendio fisso che non devono combattere per i propri diritti. Ci sono persone che non conoscono proprio il senso della parola ”manifetsazione” … quando si blocca per qualche ora una strada si manda la comunicazione alle autorità competenti ( la protesta è durata poi pochissimo e alla presenza delle forze dell’ordine)….Oggi la differenza tra impiegati statali, imprenditori ( assistiti dallo stato) ed operai del settore privato è evidente. Non c’è solidarietà e non solo. Manca anche la conoscenza della ”lotta per i propri diritti” lotta che non è un favore da parte dei politici ma è un diritto previsto dall’ordinamento Giuridico.

    BEh, forse quando arriveremo ai livelli della Grecia, anche gli statali vedranno il loro stipendio in fumo, voglio proprio vedere come sfameranno le loro famiglie e quale strada bloccheranno….dimenticavo…IO PER LORO NON CI SARo’.

  12. dan7m ha detto:

    Anche a rischio di un linciaggio, esprimo la mia -suppongo impopolare- opinione.

    Metto in chiaro che per quelle poche informazioni specifiche che ho sulla vicenda Meccano, i lavoratori hanno tutte le ragioni per protestare contro quel tale essere vivente che si ritiene imprenditore.

    Però, nonostante nel merito la protesta sia sacrosanta, a me non va giù il fatto che nei modi di esternare questa protesta ci sia la moda di interrompere un servizio pubblico, nella fattispecie -foto alla mano- interrompere la circolazione sulla via Appia.

    Ora qualcuno potrebbe obbiettare che questi poveri cristi sono soli, abbandonati dai sindacati, dalla politica, da chicchessia e non hanno altre armi per difendersi che non siano di questo tipo.
    Nonostante queste ragioni, ritengo che queste forme di protesta siano inaccettabili.
    Se i lavoratori Meccano hanno subito un abuso -e quindi combattono l’abuso- non devono a lora volta compierlo un abuso. Se abuso è, è abuso -deprecabile- per tutti, sia se lo fa Veneruso (che fa rima con abuso) sia se lo fa chiunque altro.

    Coloro (automobilisti, camionisti, trasportatori, negozianti che aspettavano i trasportatori, malati che dovevano andare a fare cure o terapie, coloro che avevano appuntamenti d’affari, colloqui di lavoro ecc. ecc. ecc. …) che questo abuso compiuto dai lavoratori Meccano lo hanno subìto, con chi se la devono prendere? Siccome non se la prenderanno con nessuno, questa è una prepotenza bella e buona, e io alle prepotenze e alle ingiustizie sono abituato a ribellarmi.

    Per non parlare poi del mero aspetto giuridico, cioè che questa forma di protesta è illegale… Su questo le ipocrisie si sprecano, visto che tra i manifestanti ci sarà sicuramente qualcuno che critica Berlusconi per la sua prepotenza e mancanza di rispetto per le regole, e poi fà interruzione di pubblico servizio…(segno evidente della corrispondenza genetica tra governanti e governati, quindi Berlusconi “il mostro” non è altro che un italiano come tutti, e coloro che hanno occupato l’Appia, al posto suo sarebbero sprezzanti delle regole proprio come Berlusconi)
    Di questo passo riterremo giusto l’esproprio proletario, magari ai danni di un povero cristo di operaio, che mentre dorme a casa con moglie e figli gli vengono a rubare (o se si preferisce “espropriare”), magari degli stranieri (detti “risorse”), magari pure clandestini.

    Credo di aver bestemmiato in chiesa, e spero di non aver spostato troppo il discorso fuori tema, ma questo è quello che penso.

    Daniele

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