SHOPPING IN CITTA’: UN CHILOMETRO DI ACQUISTI TRA MERCATI, NEGOZI APERTI E VISITE A PALAZZO CAETANI

Ogni terza domenica del mese, a partire da oggi 20 dicembre, Corso della Repubblica sarà un centro commerciale all’aperto.
Dopo una fase sperimentale, prende il via “SHOPPING IN CITTA’”, un chilometro di acquisti tra mercati, negozi aperti e visite guidate a Palazzo Caetani.DSCN1431
A partire dall’intersezione con via Roma e fino a Piazza Cesare Battisti, Corso della Repubblica si trasformerà, per tutto il giorno, in un centro commerciale all’aperto con negozi aperti, mercatini vari e visite guidate a Palazzo Caetani.
I visitatori potranno trovare oggetti d’antiquariato, prodotti alimentari tipici e non, abbigliamento, articoli vari oltre al farmer market, il mercato contadino con i prodotti genuini della nostra terra commercializzati direttamente dai coltivatori.DSCN1425
Inoltre, dalle ore  9 alle 12 si potranno visitare le suggestive grotte, le sale affrescate dagli artisti Federico e Taddeo Zuccari, la pinacoteca ed il museo del buttero all’interno del complesso monumentale di Palazzo Caetani.
“Da dicembre fino alla prossima primavera – affermano il Sindaco Antonello Merolla e l’Assessore alle Attività Produttive, Antonio Bellotto – ogni terza domenica del mese Cisterna si propone ai suoi cittadini ma non solo come luogo per il passeggio con la famiglia, di acquisti e di attrazione turistica. DSCN1435 Prende vita, dunque, il progetto di centro commerciale all’aperto allargando l’offerta di servizi e la scelta degli acquisti ai cittadini soprattutto in concomitanza con le festività natalizie offrendo inoltre un’alternativa ai grandi centri commerciali dei comuni limitrofi”.

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2 risposte a SHOPPING IN CITTA’: UN CHILOMETRO DI ACQUISTI TRA MERCATI, NEGOZI APERTI E VISITE A PALAZZO CAETANI

  1. U79 ha detto:

    Il centro commerciale naturale.

    Questo “nuovo concetto” che dalle nostre parti si è cominciato a diffondere da fine anni ottanta primi novanta rappresenta una “struttura” costruita per contenere, su più livelli, attività commerciali. Negozi che, fino ad allora stavano “per le strade” ora hanno delle case, dei grossi contenitori.
    Ma se vogliamo i centri commerciali sono sempre esistiti: quelle strade a più alta concentrazione di negozi lo sono.
    Per questo la differenza: il centro commerciale naturale, la strada, da una parte e quello “artificiale”, costruito, cui diamo comunemente questo nome, dall’altra.
    Parlare di “centro commerciale naturale” penso sia un modo per dire ai consumatori, ai cittadini: “guardate, voi andate a Latinafiori, all’Aprilia 2, al Morbella e così via cercando il gran numero di negozi, quando il centro commerciale, se sapete vederlo, lo avete sotto casa, basta farsi un giro per il corso”.

    Iniziativa analoga tempo addietro la fece Latina per i negozi di Corso Matteotti (credo allora si chiamò Centro Commerciale Diffuso o qualcosa del genere).

    In parte ci sta il ragionamento ed in parte no. I centri commerciali spesso offrono, per quanto in una dimensione “globalizzata” offerta dal franchising, una maggiore varietà di prodotti (per qualità, per gusto, per tasche) di quanto ne offra il Corso della Repubblica di Cisterna. Inoltre c’è da considerare l’immagine che non è tutto, ma nel commercio può essere utile: quanti negozi ormai “datati” ci sono sul Corso? Mi viene in mente ad esempio un emporio, un ottico, un fioraio, un paio di attività chiuse da tempo, e via discorrendo, cui aggiungo la piscina comunale e lo spazio compreso tra la galleria del giocattolo e la libreria Orsini…quello che ha solo quelle vetrine, un altro “buco” che esiste anche s emeno gente lo nota. Aggiungo infine: varietà di ristorazione (fast food, pizzerie, bracerie, …) che ormai i centri commerciali propongono unita a ampi parcheggi e climatizzazione (questa veramente imbattibile). Ho dimenticato qualcosa? ah si…iniziative tipo ogni 20 euro di spesa un gratta e vinci (o similia)…ma credo che già ci provarono in passato…

  2. Luana ha detto:

    Bella iniziativa, veramente, soprattutto perchè attraverso di essa , ieri, dopo tanto tempo, sono riuscita a vivere il centro della città in maniera diversa.
    Ma leggendo tra le righe mi sorge una domanda: l’idea di offrire un’ alternativa ai grandi centri commerciali limitrofi, prende forse il nome di centro commerciale naturale?
    Grazie

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