DEDICATA

L'ultimo volo

L'ultimo volo

Cisterna, in lutto, ieri pomeriggio si è fermata e si è raccolta in Piazza 19 Marzo per l’ultimo saluto a Valentina Arru e Giulia Brignone. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta, dove è stata allestita la camera ardente e intorno alle 13 sono giunti i feretri, gli amici hanno esposto due grandi poster con l’immagine delle giovani vittime sorridenti.
Poi alle 16, nell’area antistante la chiesa, in Piazza 19 Marzo, ha avuto inizio la cerimonia funebre celebrata da Don Giancarlo Masci coadiuvato dai sacerdoti delle altre parrocchie del territorio comunale di Cisterna. Presenti i sindaci e rappresentanti dei comuni di Cisterna, Aprilia, Norma e Rocca Massima, di tutte le Forze dell’Ordine con un rappresentante del questore di Latina, il presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime della strada, Giovani Delle Cave, il console e l’ambasciatore a Roma della Tunisia, e poi familiari, amici, parenti delle vittime e tanti cittadini, oltre seimila. Tra loro anche i genitori di altre giovani vittime della strada. Il Comune di Cisterna ha esposto il gonfalone a lutto con un drappo nero.
“Cisterna – ha detto Don Giancarlo nella sua omelia – si trova di nuovo a vivere un momento di angoscia e dolore. Ancora una volta assurge alla cronaca come la città delle giovani morti. Oggi, però, vogliamo celebrare la vita, perché Valentina e Giulia, con il loro sorriso, con la loro amicizia erano aperte alla vita. Dobbiamo riflettere sulla necessità di uno stile di vita diverso tra i giovani. I giovani devono saper scegliere la vita alla morte. La colpa non è degli altri ma ognuno deve prendersi la propria responsabilità. Dobbiamo fermarci a riflettere e per questo lancio una proposta. Sabato sera, alle 21, tutti i cittadini, ma soprattutto i giovani, si ritrovino in chiesa e tutti insieme fermiamoci un momento a pregare, a riflettere sulla vita, sulla sua importanza e sul suo valore”.
Dopo i ricordi di Valentina e Giulia fatti dai loro amici, sono stati liberati in cielo due gruppi di palloncini, uno di colore bianco, l’altro di colore giallo, il colore preferito da Giulia.
“Condivido pienamente – ha commentato il Sindaco di Cisterna Antonello Merolla – la proposta di Don Giancarlo. Che quanto accaduto possa dare un contributo a porre un freno a queste giovani vite spezzate sulla strada. Invito tutti i ragazzi ad essere presenti sabato sera in chiesa. Io sarò lì insieme a loro a pregare ed a riflettere sulla fragilità e sul profondo valore della vita.
Ringrazio i rappresentanti dei comuni di Aprilia, Norma, Rocca Massima per essere stati ufficialmente presenti a dimostrazione che il problema delle giovani morti sulla strada non si ferma entro i confini geografici ma investe tutte le comunità. Ringrazio, inoltre la città che ancora una volta si è dimostrata solidale e vicina a chi soffre. Le famiglie Arru e Brignone hanno potuto comprendere come la città gli stia vicino in questo difficile momento ed anche per questo mi sento orgoglioso di essere il sindaco di questa città”.

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6 risposte a DEDICATA

  1. Kraquele ha detto:

    Spero solo che i ragazzi apprezzino le iniziative a loro rivolte e che partecipino numerosi all’inno alla vita!
    Buona giornata.

  2. Gabriele Paterlini ha detto:

    Quella di Don Giancarlo è davvero una bella iniziativa. Spero la ns. giovane comunità voglia accogliere numerosa il suo invito.
    Il sabato è notoriamente uno dei giorni di svago serale per eccellenza. Forse vale davvero la pena “fermarsi” un attimo a riflettere su quanto sta accadendo e farlo proprio di Sabato, fermarsi a riflettere di Sabato quando qualcuno è solito “andare oltre il limite”….., potrebbe essere un segnale importante da trasmettere alle ns. coscenze.

    Saluti,
    Gabriele Paterlini

  3. U79 ha detto:

    “Che quanto accaduto possa dare un contributo a porre un freno a queste giovani vite spezzate sulla strada. ”

    I giovani vedono morire i loro amici ed i loro coetanei, piangono, si commuovono, vedono la disperazione dei genitori sopravvisuti ai figli, vanno al cimitero a lasciare un po’ di pietà per i ragazzi a cui volevano bene. Poi uno o due venerdì/sabato dopo si raccolgono a tarda ora su macchine potenti (quanti ragazzi su audi, mercedes,…comprate da mammà e papà si vedono), e la destinazione sono i cocktail bar (perché il mojito va di moda diamine) e le disco (maledette pure loro che non fanno entrare prima di mezzanotte/l’una come se debba essere quello l’orario in cui uno si gode di più i balli). Quanti ragazzi ho visto riunirsi ai bar/pub di Cisterna e Latina alle 12 di notte per farsi una birra o un mojito o un paio di shot, dopo aver bevuto magari un buon bicchiere di vino a cena, preceduta da un prosecchino per aperitivo in attesa di andare alle discoteche più fighe del territorio, quelle che ti selezionano per entrare, perché dentro “vogliamo solo bella gente per creare una bella situazione”. E quando sei dentro hai una consumazione compresa, laddove non hai proprio una bottiglia di spumante/champagne al tavolo (che se sei in lista ed hai un tavolo sei qualcuno altrimenti sei uno sfigato qualunque), e che fai? non la sfrutti la consumazione pagata? e giù altro champagne altro cocktail altra birra (magari una corona con lo spicchio di lime nel collo no?). Quanti se ne vedono, ad esempio nei siti delle Discoteche, che si fanno fare le foto in forma smaliante, tiratissimi ultra sorridenti, i ragazzi con le copracciglia fatte, le ragazze con l’acconciatura da paura. Peccato che a qualcuno dopo il vestito elegante devono metterglielo, di qualcun altro devono raccogliere i pezzi, qualcuna esala l’ultimo respiro da quelle labbra incorniciate dal rossetto fashon ultraluminoso e la foto che rimane è quella sulla lapide.
    Queste crude constatazioni per dire cosa? Come sempre, quanto accaduto darà un contributo di una sera, forse due; dopo ricomincerà il conto alla rovescia per il prossimo eclatante lutto cittadino.

    • Gabriele Paterlini ha detto:

      Io credo che ognuno di noi, nel suo piccolo armadio, abbia qualche scheletro ben nascosto!!!
      Noi che parliamo di “giovani” come di ragazzi di una generazione a noi estrenea, noi ce la sentiamo davvero di scagliare la prima pietra?
      La società è cambiata, bisogna farsene una ragione. La generazione dei ns. genitori è radicalmente cambiata da quella dei ns. nonni, la ns. da quella dei ns. genitori e così via.
      Oggi ci ritroviamo a fare i conti con un cambiamento soprattutto comportamentale e le “colpe” di tutto ciò trovano radici disseminate in anni di mutevole cambiamento. Non credo assolutamente che i genitori di questa giovane comunità siano improvvisamente impazziti.
      Giusto per fare un esempio: non più tardi di 20 anni or sono in Italia, con un solo stipendio, una famiglia di 4 persono riusciva, tutto sommato, a vivere dignitosamente la propria vita.
      Oggi con un solo stipendio non è possibile. Mamma e papà devono lavorare entrambi e gioco forza devono sottrarre tempo ai propri figli con tutto quello che ne consegue.
      Ecco, solo per dire che io non me la sento di essere così intransigente verso genitori e figli.
      Non si può far distinzione di fronte alla morte. Non muoiono solo i figli di papà facoltosi capaci di poter regalare una berlina sportiva ai propri figli.
      Non muoiono solo i figli della “movida”…..
      Il processo di decadimento che si è innescato è difficilmente reversibile, ma non bisogna lasciare nulla di intentato,.
      Capisco e in parte condivido il fatto che adesso, spinti dall’onta emotiva, sembriamo tutti desiderosi di far qualche cosa, però chi crede in Dio percepisce questi come messaggi ben precisi. Ignorarli è doppiamente deleterio e rende tristemente vano il sacrificio in vite pagato dalla ns. società.

      Saluti cordiali,
      Gabriele Paterlini

      • U79 ha detto:

        Non vorrei essere stato fraintesto, nelle mie parole non c’è l’onda emotiva del momento. Il motivo è semplice: quanto successo non mi ha suscitato niente, se non magari un po’ di dispiacere per i genitori delle ragazze perché ormai queste ultime sono morte, non sentono più niente, ma lo strazio della famiglia è irreparabile e non può lasciare indifferenti. L’aver appreso la notizia non ha cambiato minimamente il corso della mia giornata e ormai sono abituato a sentire che ogni tanto qualche ragazzo cisternese ci rimane secco. Abituato…ti rendi conto?
        Io qui non condanno nè solo i ragazzi nè solo i genitori e da “vecchio ragazzo” posso affermare che anche io, in tempi non eccessivamente lontani, qualche cavolata l’ho fatta. E stando fuori di casa per dodici ore al giorno non potrò essere un genitore molto presente.
        Però certe cose non posso non constatarle. Io vedo pischelli su auto potenti che di sicuro non si sono comprati da soli. Io vedo degli sbarbatelli di vent’anni tragugiare alcolici e fumare come ciminiere (queste cose costano e qualcuno i soldi glieli da). E poi quando osservo questi sussulti di recupero dei valori in coincidenza di questi drammi mi sembra solo molto ipocrita.
        Ben venga l’iniziativa di Don Giancarlo, che potrebbe essere mutuata anche dagli altri parroci, in modo che il raccoglimento sia più “capillare”. Però cosa succederà il sabato dopo? e tra un mese?
        I genitori non sono impazziti e nessuno sa qual’è la ricetta migliore per essere un bravo padre/madre e non sono intransigente verso di loro.
        Si tratta sicuramente di un problema complesso, che più di un paio d’ore in chiesa a pregare, richiederebbe un maggiormente pragmatico tavolo permanente perché qui, se si vuole trovare una soluzione, serve che ognuno metta il suo: i genitori che devono evidentemente cambiare qualcosa, i ragazzi che devono “svegliarsi”, i manutentori delle strade, le forze dell’ordine, i proprietari dei locali, le istituzioni, gli insegnati delle scuole,…

      • Gabriele Paterlini ha detto:

        U79, sono assolutamente d’accordo con quanto scrivi in conclusione al tuo intervento ultimo e se hai letto i miei interventi precedenti in un altro topic comprendi meglio che in fin dei conti stiamo chiedendo lo stesso tipo di intervento agli organi istituzionali.

        Al di là dei tuoi ragionevolissimi dubbi (che rispetto e ci mancherebbe altro), circa il “cosa succederà domani….” io continuo a pensare che nulla debba essere lasciato intentato laddove ci troviamo al cospetto di un problema del genere che investe il ns. tessuto societario, ergo noi stessi e le ns. famiglie.
        Dunque reputo l’iniziativa di Don Giancarlo assolutamente lodevole e sapere che il Sindaco sarà presente mi fa pensare che le istituzioni in qualche modo si stiano muovendo.

        Aborro il sensazionalismo a tutti i costi….l’incidente come quello di domenica scorsa purtroppo non è il primo, ma l’ultimo di una lunghissima serie, eppure è stato trattato dai media nazionali come un fatto apparentemente nuovo. Qualche politico di rango ha colto la palla al balzo per annunciare/giustificare l’installazione di nuovi autovelox.
        Ecco, di fronte a questo atteggiamento penso che sabato prossimo nulla sarà cambiato.
        A questo punto perchè non “muoversi” a livello locale, perchè non iniziare a pensare che sia davvero possibile cambiare qualche cosa?
        Perchè lasciare intentata anche l’ultima delle possibilità, quella apparentemente con minor prababilità di successo?

        Quando paralvo di “onda emotiva” non mi rivolgevo verso te e le tue parole….dunque nessun fraintendimento.

        Saluti,
        Gabriele Paterlini

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