BRUTTO EPISODIO NEL CIMITERO DI CISTERNA

Ero al corrente dello sgradevole fatto avvenuto nel pomeriggio di venerdì scorso, me ne aveva parlato il sindaco Antonello Merolla da me incontrato nel tardo pomeriggio dello stesso giorno. Mi proponevo di trattare l’esecrabile episodio con un editoriale nei prossimi giorni e invece ho appena ricevuto da un mio assiduo lettore una e-mail che condensa abbastanza fedelmente quello che volevo dire. La pubblico quindi integralmente come mia consuetudine.

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DIETRO GLI ATTI VANDALICI AL CIMITERO DI CISTERNA C’È TUTTO IL DECLINO DELLA TERRA DEI PADRI

Stamani, uscendo di casa, sono passato all’edicola dalla quale ordinariamente mi servo. La mia attenzione è stata catturata da una locandina che dava notizia di un raid vandalico fatto da qualcuno presso il cimitero di Cisterna di latina. In breve, alcuni ragazzi, figli di un mondo disattento, si sono divertiti a danneggiare le tombe. Sembrerebbe una notizia che, nel caldo afoso di questa terribile estate, sarebbe destinata a passare ben presto nel dimenticatoio delle nostre coscienze. Invece, il fatto va rimarcato, perché è di una gravità inaudita. E’ nostro dovere chiederci che cosa possa spingere alcuni ragazzacci a fare un gesto di tale inaudita cattiveria. Risponderci che si tratta di gesti di follia, frutto dell’insopportabile calura che fa vacillare le menti più deboli, non da sicuramente soddisfazione.  Normalmente, chi offende il più debole fa sempre un gesto infelice. Chi oltraggia i morti, in particolare, fa un gesto di viltà, perché chi più dei defunti è incapace di reagire. La motivazione che può aver spinto alcuni nostri giovani ad un gesto del genere è una sola: il nulla. In una città, ma forse sarebbe più corretto dire in una nazione, dove la gioventù viene tirata su nel nulla, non dobbiamo poi meravigliarci che possano verificarsi fatti del genere. I nostri giovani vengono educati al mito del “posseggo quindi sono”. Si vedono realizzati e soddisfatti nel possesso delle cose, mentre nulla viene fatto per la loro educazione e crescita morale ed etica. Basterebbe poco per avviare il tentativo di formare di nuovo una bella generazione, Per esempio, nel prossimo novembre, le Amministrazioni locali e gli educatori scolastici di ogni ordine e grado, invece di sponsorizzare feste di Halloween, che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e tradizione, potrebbero avviare i ragazzi alla riscoperta della festa della commemorazione dei defunti. Un popolo che si rispetti, un popolo nobile, ha in grande considerazione i Padri e la terra dei Padri. Insegnare alle nuove leve a rispettare chi ha preceduto in questo viaggio, sicuramente li forgerebbe ad migliore senso della vita.  Purtroppo, ho la sensazione, che si continuerà ad allevare i nostri ragazzi proponendo loro feste di Halloween e notti bianche. D’altronde, il “panem et circenses” è qualcosa che ha sempre funzionato. Si allevano dei ragazzi vuoti e senza alcuno scopo nella vita che non sia il superfluo. Tutto ciò perché i ragazzi vuoti di oggi, saranno i cittadini vuoti del domani. Creature senz’anima e senza sogni. Alla casta, oggi basta una festa del sabato sera per tenerli buoni, mentre domani, per tenerli calmi, basterà un po’ di calcio in televisione. E’ un sistema che funziona bene da secoli, perché cambiarlo? Chi ha la responsabilità di una comunità, qualunque sia il livello di questa comunità – paese, città, nazione – dovrebbe avere a cuore la sorte delle prossime generazioni. I padroni del vapore, invece, sembrano avere a cuore solo la sorte delle prossime elezioni. La gioventù va amata e curata, va educata e fatta crescere nell’anima e nel corpo. Per la cura del corpo ai nostri giovani si propone il calcio, ma non il calcio come sport. Si propone, piuttosto, il tifo calcistico. Invece che di sportivi, se ne vuole fare “clienti urlanti da stadio”. Completamente nulla, invece, si fa per la crescita etica degli italiani del domani. Non una biblioteca, non uno spettacolo teatrale di livello non un evento culturale che valga la pena di essere definito tale. Avevo sognato una generazione di eroi classici, una razza di guerrieri, santi e poeti e mi ritrovo di fronte a ben altra cosa. Sono avvilito, veramente avvilito. Non so a quanto possa valere questo mio breve scritto per migliorare la situazione. Confesserò che sono talmente demoralizzato che ho dovuto fare violenza a me stesso per mettere in forma scritta questi miei pochi pensieri. Dietro gli atti vandalici al cimitero di Cisterna c’è tutto il declino, la miseria morale, di un popolo e non possiamo permettere che ciò avvenga. L’episodio di Cisterna non è solo un fatto locale ma, per quanto mi risulta, ha avuto numerosi precedenti anche altrove. Il problema coinvolge la nostra intera Patria, ovvero “la terra dei padri”. Ho il dovere, abbiamo il dovere, tutti noi italiani fieri di esserlo, di darci una mano per cambiare rotta.

f.to Daniele Lembo

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street reporter
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3 risposte a BRUTTO EPISODIO NEL CIMITERO DI CISTERNA

  1. Kraquele ha detto:

    Dove sono le MAMME !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    le Mamme che devono insegnare ai loro figli il rispetto per le persone e le cose, le Mamme che devono aiutare i figli a crescere con amore , le Mamme che sono la culla della famiglia. Non c’e’ cosa che merita il rispetto piu’ profondo dei nostri Morti, che sono il ns passato per permetterci di essere il futuro, e’ un ‘anno che ho perso mio Padre ed un dolore sordo , costante , la sua assenza insopportabile, come si puo’ essere cosi’ aridi nel cuore?. Noi tutti ci dobbiamo impegnare per questi ragazzi, e basta con i balli e recite a scuola , insegnamo ai ragazzi educazione civica e amor proprio, poi tutto il resto.

  2. U79 ha detto:

    Li dentro riposano le spoglie di persone a me care, i miei nonni, mio padre…l’idea che un ragazzino possa oltragiarli mi gonfia il cuore di rabbia. Questi non sanno cosa sia il dolore, non sanno distinguerne il colore rispetto ad altri sentimenti perché i genitori non hanno aperto loro gli occhi e sono rimasti ciechi; non riescono a riconoscerne il sapore perché non sono stati nutriti di valori. Non hanno idea di cosa si intenda quando si parla di “memoria dei nostri padri”. E finisce che non rispettano nè l’uno e nè l’altra, nè la vita nè la morte.
    Io rispetto il post di Daniele non ho proprio niente da aggiungere, anzi si, la mia mano contro il degrado sociale.

  3. nessuno ha detto:

    No, io non “avevo sognato una generazione di eroi classici, una razza di guerrieri, santi e poeti” ma un mondo di uomini liberi ed uguali. Ma ora il mio stato d’animo è ugualmente avvilito come quello del sig. Daniele Lembo.
    Avevamo sogni diversi e forse entrambi abbiamo sbagliato qualcosa…

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