Oggi lo sciopero dei blog “No al bavaglio sul web”

Sciopero dei blog con un “rumoroso silenzio”. Inteso non solo come astensione dalla scrittura, ma anche come manifestazione di piazza, prevista per oggi a Roma, alle 19 a Piazza Navona. Contro cosa? Contro il decreto Alfano (o “intercettazioni”), anzi contro un suo articolo specifico, quello che prevede – recita il Manifesto di “Diritto alla Rete” che è il nome dell’iniziativa: “contro il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, e che se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet”.
In sostanza gli estensori di quella legge hanno pensato che oltre al bavaglio ai giornalisti, aggravato anche da pesanti sanzioni pecuniarie agli editori, si potesse finalmente mettere un vincolo serio ai blogger che dovessero incorrere in una inesattezza grave e quindi nella necessità della rettifica. Peraltro una questione già regolata da leggi.
Se il blogger non ottempera all’obbligo, ci sono sanzioni tali (oltre i diecimila euro) da scoraggiare qualsiasi espressione libera da parte di privati che non dispongono né dei soldi né degli avvocati né della voglia di mettersi nei guai. Ed è questo il punto, non il rifiuto di ripristinare la verità rispetto ad affermazioni false, ma la natura intimidatoria e dissuasiva della misura che è oggetto della protesta.
L’idea è nata da un giornalista blogger, Alessando Gilioli, dell’Espresso e dal giurista Guido Scorza, che si occupa di diritti e di censura in rete, e in un primo mom ento prevedeva che la protesta si svolgesse in coincidenza con lo sciopero dei giornalisti contro quel provvedimento. Lo sciopero è stato in seguito rinviato ma i blogger hanno confermato la loro manifestazione.
Per chi volesse leggere tutto il manifesto e le caratteristiche del “rumoroso silenzio” l’indirizzo di Diritto alla Rete è questo.
Sciopero dei blog con un “rumoroso silenzio”. Inteso non solo come astensione dalla scrittura, ma anche come manifestazione di piazza, prevista per oggi a Roma, alle 19 a Piazza Navona. Contro cosa? Oggi lo sciopero dei blog "No al bavaglio sul web"Contro il decreto Alfano (o “intercettazioni”), anzi contro un suo articolo specifico, quello che prevede – recita il Manifesto di “Diritto alla Rete” che è il nome dell’iniziativa: “contro il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, e che se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet”.
In sostanza gli estensori di quella legge hanno pensato che oltre al bavaglio ai giornalisti, aggravato anche da pesanti sanzioni pecuniarie agli editori, si potesse finalmente mettere un vincolo serio ai blogger che dovessero incorrere in una inesattezza grave e quindi nella necessità della rettifica. Peraltro una questione già regolata da leggi.
Se il blogger non ottempera all’obbligo, ci sono sanzioni tali (oltre i diecimila euro) da scoraggiare qualsiasi espressione libera da parte di privati che non dispongono né dei soldi né degli avvocati né della voglia di mettersi nei guai. Ed è questo il punto, non il rifiuto di ripristinare la verità rispetto ad affermazioni false, ma la natura intimidatoria e dissuasiva della misura che è oggetto della protesta.
L’idea è nata da un giornalista blogger, Alessando Gilioli, dell’Espresso e dal giurista Guido Scorza, che si occupa di diritti e di censura in rete, e in un primo momento prevedeva che la protesta si svolgesse in coincidenza con lo sciopero dei giornalisti contro quel provvedimento. Lo sciopero è stato in seguito rinviato ma i blogger hanno confermato la loro manifestazione.
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street reporter
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Una risposta a Oggi lo sciopero dei blog “No al bavaglio sul web”

  1. Alberto Ceri ha detto:

    Quanto scritto non è assolutamente corretto, in quanto non viene attuato nessun bavaglio all’informazione e all’opinionismo personale. Il ddl da lei citato ma probabilmente mal compreso impone l’obbligo di rettifica; ovvero che se scrivi una sciocchezza, una balla, una bugia contro qualcuno o qualcosa, questo qualcuno potrà dimostrarti la falsità di quanto scritto, quindi dirti e obbligarti a correggere quanto scritto (se di falsità si tratta) o pubblicare la rettifica a favore del danneggiato. A mio modesto parere è una provvedimento che aumenta la qualità dei testi che si possono leggere in rete e aggiungo che un blogger fiero del fatto di produrre testi senza faziosità e menzogne debba essere fiero di tale provvedimento per far sì che tutto il prodotto del web sia paragonabile alla stampa.

    Fermo restando che un buon blogger che è a conoscenza di produrre articoli trasparenti e senza dover ricorrere a sciocchezze per attrarre consenso neanche dovrebbe pensare di aderire a una protesta del genere. Chi fa uso e da corda a questo tipo di manifesto si potrebbe paragonare al ladro che ha rubato e che protesta per il fatto che qualcuno potrà un domani accusarlo e punirlo per averlo fatto. Vi rendete conto di quanta antidemocrazia esercita chi protesta contro questo decreto??

    Chissà perchè i primi a dissentire sono stati Di Pietro e Travaglio che probabilmente insieme al Grillo ora non potranno più lanciare false accuse dal loro blog. Nessuno si è mai chiesto perchè il gruppetto dei soliti noti riesca ad accusare il premier o chi per lui(anche di azioni gravi o immorali) solo attraverso stampa e nessuno ha avuto il coraggio di portarli davanti un tribunale…

    a presto
    Alberto – Azione Giovani Cisterna

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