Il popolo del rock al Primo maggio oltre 800mila, tutti per Vasco

Vasco Rossi

Vasco Rossi

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vasco-4vasco-3ROMA – Sono vent’anni che il popolo del rock affolla piazza San Giovanni per il concertone del Primo maggio, ma questa volta la folla era tutta per lui. Vasco Rossi è stata la star indiscussa che è riuscita a dare un senso alla lunga attesa. A cominciare dallo slogan, Il mondo che vorrei, preso dal titolo di una sua canzone.

E’ stata una maratona musicale di oltre otto ore che ha proposto il meglio della musica d’autore, tra impegno sociale e strani accordi, con gli Afterhours che cantano la Pfm e dopo la Pfm che invece canta De André, lo show di Caparezza con Mauro Pagani e i Tamburellisti, le letture di denuncia di Sergio Castellitto.

A distanza di tanti anni sono sempre meno le sorprese di quello che ancora oggi rimane tra i più grandi concerti annuali gratuiti d’Europa ma rimane costante l’attenzione per la solidarietà e la coerenza delle formazioni italiane che hanno ampio spazio e in qualche modo sono cresciute su questo palco.

Vasco, star della serata. L’energia accumulata dalla folla accalcata in piazza san Giovanni è esplosa quando finalmente è arrivato Vasco Rossi e il palco del Primo maggio si è trasformato in un vero concerto rock. L’attesa è valsa la pena, il rocker di Zocca non si è risparmiato, ha cantato per i 45 minuti stabiliti e anche di più, tornando in scena per un bis, Un senso.

Inutile nascondere che i giovani in piazza che hanno cantato e ballato per ore sono tutti per lui. Castellitto lo annuncia dicendo “Nunzio vobis gaudium magnum habemus Vasco”. Un miniconcerto che si è aperto con Stupendo ed è andato avanti con Non appari maiT’immagini, Sally, C’è chi dice no, Gli spari sopra e, infine, Il mondo che vorrei. C’è stato spazio anche per una cover, Sono un ragazzo di strada, un pezzo dei Corvi del ’66. Poche parole tra un brano e l’altro, “Ciao a tutti, ciao primo maggio, ciao popolo del rock” ha esclamato prima di invitare la platea a non dare “troppo ascolto a quello che sentite in televisione, soprattutto nei telegiornali” e qualche ammiccamento al premier citato durante il brano Non appari mai, cambiandone un verso: “Qui siamo tutti belli e buoni, votiamo tutti Berlusconi”.

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