Settemila o forse addirittura ottomila uomini portati via alle famiglie e mai più ritrovati, molti di loro giustiziati pubblicamente nella piazza centrale della città. Il massacro di Srebrenica, del luglio 1995, è considerato il più atroce episodio di guerra della storia d’Europa dopo la fine del secondo conflitto mondiale. E per molti aspetti resta un evento ancora irrisolto visto che delle migliaia di cittadini scomparsi dopo la conquista della città da parte delle truppe serbo-bosniache, sono stati trovati solo 4.500 corpi nelle fosse comuni. E le donne di Srebrenica continuano a chiedere che sia fatta luce su quell’evento. Oggi, la prima condanna per genocidio dal Tribunale dell’Aja: il generale serbo-bosniaco Radislav Krstic dovrà scontare 46 anni di carcere per genocidio.
Il massacro, tra il 12 e il 18 luglio 1995. Il conflitto in Bosnia era arrivato al suo terzo anno, quando le truppe serbo-bosniache misero sotto assedio Srebrenica, enclave musulmana in territorio serbo sotto la protezione dell’Onu fin dall’inizio della guerra. A proteggerla, un contingente di caschi blu olandesi. All’inizio di luglio, il generale Ratko Mladic attacca la città mentre i circa 15 mila uomini di Srebrenica tentano una disperata resistenza o la fuga: molti restano uccisi.
La città cade l’11 luglio e nelle successive 48 ore tutta la popolazione viene scacciata: le donne, quelle che sopravvivono alla violenza e agli stupri, e i bambini raggiungono fortunosamente Tuzla – nel nord della Bosnia – molti ci arrivano a piedi dopo giorni di cammino nei boschi. Gli uomini rimasti, stimati tra i 7.500 e gli 8.000, sono fatti radunare nella piazza centrale della città – compresi vecchi e ragazzi – molti vengono giustiziati sul posto, altri portati via su camion e mai più ritrovati. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, vengono massacrati come animali e poi i corpi vengono sotterrati in fosse comuni.
Oltre a Radislav Krstic, condannato oggi per genocidio, sono almeno altri tre, secondo la comunità internazionale, i principali responsabili dell’eccidio di Srebrenica. Radovan Karadzic e Ratko Mladic, il grande stratega della pulizia etnica e il suo braccio esecutivo, che al momento sono latitanti; e il tenente colonnello Dragan Obrenovic, accusato come Krstic di aver partecipato direttamente all’eccidio e anch’egli detenuto dal Tribunale dell’Onu per la ex Jugoslavia. Un quinto personaggio, il croato di Bosnia Drazen Erdemovic, è l’unico a essere stato condannato.
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In guerra, la prima vittima è la Verità.
Andiamoci piano con i paroloni e soprattutto, chi ha la responsabilità di scrivere, si documenti.
Ci sono persone, in tutto il mondo, che NON vogliono dimenticare Srebrenica e le menzogne costruite ad arte intorno al “genocidio” del Luglio 1995.
Ci sono decine e decine di siti web sull’ “Altra Verità” riguardo Srebrenica.
Questo è un buon percorso da cui iniziare per capire come va il Mondo.
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=MAR20050724&articleId=731
Un cordiale saluto.